XXVII Treville – sezione Junior in lingua inglese

Primo premio: Antonio Vaccarino

per l’opera: The War will not Win

Antonio quattordicenne, apprezza la lingua inglese perché è un veicolo prezioso per comunicare e dialogare con persone provenienti da molte parti del mondo. Per scrivere l’opera premiata al Treville si è ispirato ad una lettera della nonna ritrovata tra i documenti di famiglia.

Menzione: Mannatpreet Kaur

per l’opera: The first home I ever knew

Mannatpreet è una studentessa dell’istituito Guglielmo Oberdan di Treviglio ha 15 anni è di origine indiana e vive in Italia da 4 anni.

Di se stessa ci dice: “L’inglese è la mia terza lingua, ho scelto di scrivere le mie poesie in inglese per esprimere chiaramente il tema e le emozioni.

Apprezzo l’opportunità di partecipare a questo concorso nazionale e …condividere i miei scritti.”

La giuria della XXVII edizione del concorso letterario nazionale TREVILLE comunica l’elenco dei vincitori e dei menzionati:

NARRATIVA

1° premio Beatrice Ammara con l’opera Ad occhi chiusi

2° premio ex-aequo Rosella Bottallo con l’opera Blessing la ripetente

2° premio ex-aequo Salvatore Mazzurco con l’opera La voce dell’America

MENZIONE Giulio Redaelli con l’opera Cancello azzurro

POESIA

1° premio Franco Fiorini con l’opera Radici

2° premio Emilio Cressoni con l’opera Nell’aria bruna

3° premio Marzio Calabrese con l’opera Il contenitore immobile

MENZIONE Maurizio Rinaldi con l’opera Estate di Legnago

MENZIONE Maria Colombo con l’opera Attesa

OPERA PUBBLICATA

1° premio Michelangelo Bartolo con l’opera Matti d’Africa

MENZIONE Daniela Martinotti con l’opera Michelangelo e i due fuochi dell’ellisse

PREMIO MARIA PALCHETTI

1° premio Tomaso Bozzalla Cassione con l’opera La scuola non è per tutti

MENZIONE Francesca Carlini con l’opera La scuola che verrà, la scuola che vorrei

NARRATIVA JUNIOR

1° premio Elisabetta Pugi con l’opera Il corridoio

MENZIONE Alessia Perego con l’opera La notte di Natale

POESIA JUNIOR

1° premio Roberta Sofia Stefanov con l’opera Anime pure

MENZIONE Tommaso De Cian con l’opera Istinto epistemofilico

JUNIOR IN LINGUA INGLESE

1° premio Antonio Vaccarino con l’opera The War will not Win

MENZIONE Mannatpreet Kaur con l’opera The First Home I ever Knew

PREMIO SPECIALE SOROPTIMIST

1° premio Beatrice Ammara con l’opera Ad occhi chiusi

MENZIONE Gabriele Andreani con l’opera I colori rubati

MENZIONE Elisabetta Pugi con l’opera La gabbia invisibile

PREMI JUNIOR SAGGISTICA e ARTICOLO DI GIORNALE

Premi non assegnati

Il loro grido è la mia voce – Poesie da Gaza

Giovedì 9 ottobre presso Il Rifugio di Enbi, l’Associazione Culturale Clementina Borghi ha presentato il libro “Il loro grido è la mia voce – Poesie da Gaza” edito da Fazi Editore e curato da Susan Abulhawa e Chris Hedges con prefazione di Ilan Pappè.

In mezzo alla valanga di di comunicazioni, manifestazioni, interventi ai più vari livelli su questo argomento un’altra iniziativa per discutere dello stesso problema?

La risposta è: sì.

Sì, perché nel clamore mediatico di questo periodo, abbiamo sentito parlare politici, militari, opinionisti, “tifosi” dell’una e dell’altra parte, manifestanti ecc. ma mai, o solo in pochissime situazioni di nicchia, abbiamo sentito la voce di chi su quel territorio vive , rimane ferito, viene discriminato e via andare con tutto il catalogo di sofferenze che l’homo homini lupus sa infliggere al proprio prossimo.

Il libro è nato con l’idea di offrire un contributo a Emergency, ma soprattutto con lo scopo di far conoscere la letteratura palestinese che dura da ormai settant’anni e che si muove in tutto il mondo.

E’ un fatto eccezionale, fare resistenza con la scrittura, con le parole, con i versi, ma questo accade, quando sembra ci non sia più la speranza, quando non esistono armi, quando vediamo morire i nostri parenti, i nostri vicini, i nostri figli. .

Così, parlando di Gaza, oggi il mondo intero parla anche con i versi di questi poeti non tanto per suscitare pietà ma per dimostrare che il popolo palestinese, anche se costretto a fuggire o a morire, non vuole arrendersi.

La locandina del XXVII Treville

Come i più attenti tra i navigatori del sito avranno certamente notato la grafica della XXVII edizione del Concorso letterario nazionale Treville è caratterizzata quest’anno dalla totale mancanza di colore.

Abbiamo fatto questa scelta perché è la prima volta che svolgiamo il nostro concorso senza poter contare sulla presenza della fondatrice e prima presidente della nostra associazione, Maria Palchetti Mazza.

Un piccolo segno che vuole testimoniare il ricordo affettuoso per la grande donna che ci ha guidato e ispirato con la parola, gli scritti e l’esempio personale.

Ci siamo, quasi …

Le giurie stanno lavorando attivamente per completare le valutazioni delle numerose opere in concorso.

La parte organizzativa fa altrettanto per preparare al meglio la cerimonia di premiazione che anche quest’anno si svolgerà in Treviglio presso l’ Auditorium della Banca di Credito Cooperativo di Carate e Treviglio, in quella che ormai ci piace considerare come la nostra accogliente casa delle cerimonie ufficiali.

Appena definiti e disponibili comunicheremo agli interessati e al pubblico i nomi dei vincitori e dei menzionati di tutte le sezioni del Treville.

IL TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DELLE OPERE AL XXVII TREVILLE E’ SCADUTO

Alla mezzanotte del 30 giugno è scaduto il termine per l’invio delle opere in concorso


Siamo stati letteralmente e positivamente travolti da una valanga di iscritti!


I partecipanti al concorso sono più che raddoppiati!

Come facilmente intuibile, questa felice situazione mette sotto sforzo notevole le strutture volontaristiche della nostra associazione. 

Entro qualche giorno completeremo le comunicazioni di avvenuta ricezione delle opere e le giurie inizieranno il lavoro di valutazione.
L’importante afflusso di opere ci costringerà a spostare in avanti la data della cerimonia di premiazione, data sulla quale tutti saranno informati prontamente.

XXVII Treville: ancora una settimana per partecipare!

Scrittori, poeti, novellatori, saggisti, romanzieri …

Il 30 giugno a mezzanotte scadrà il tempo limite per partecipare alla XXVII edizione del Concorso letterario nazionale Treville.

Dopo il notevole successo della sezione Junior del concorso ci aspettiamo la stessa risposta dai partecipanti … leggermente meno giovani.

Elena Carminati l’artista che fotografa l’anima

Potrebbe sembrare l’incipit di una cronaca esoterica invece è il sentimento nato dalla partecipazione all’evento, organizzato dall’ Associazione culturale Clementina Borghi, nel corso del quale Elena Carminati ci ha parlato del suo modo di fotografare, del suo modo di amare e sentire la musica jazz e di come è riuscita veramente ad immortalare nei suoi scatti l’intima essenza, o se volete l’anima, del musicista con il quale interloquiva.

Una situazione, un happening avremmo detto negli anni ottanta del secolo scorso, nel corso della quale si sono mescolati ed alternati gli scatti più belli di Elena, spesso utilizzati per produrre le copertine dei LP di jazz più amati dagli appassionati, con filmati ed interviste ad alcuni grandi jazzisti.

Proprio le interviste ci hanno mostrato l’ammirazione e il sentire positivo dell’artista nei confronti del lavoro di Elena. Ogni musicista, infatti, le riconosceva il merito di essere una dei pochi, se non l’unica, a saper cogliere il momento più significativo della chiacchierata o delle riprese nel corso del sound check rifiutando gli scatti a “mitragliatrice” tipici delle riprese da concerto

Il tempo è passato velocemente perché continuo è stato il dialogare di Elena con i suoi ospiti ed amici come Marco Pennisi, discografico ed editore di Red Records nella cui collana è stato pubblicato proprio Sounding Pictures il libro di foto di Elena, con Luca Conti direttore di Musica Jazz, la Bibbia degli amanti italiani del Jazz, e con Franco Cesni altro grande interprete della fotografia trevigliese.

Ognuno degli interlocutori ha portato la propria testimonianza sulla vicinanza, sull’amicizia e sull’apprezzamento per l’artista che fotografa l’anima mettendo in evidenza che Elena è stata la prima in tante aspetti: la prima fotografa donna professionista, la prima che ha risolto il problema di sostituire il flash utilizzando le pellicole ad alta sensibilità, una delle prime ad adattarsi velocemente nel passaggio da analogico a digitale e dalla camera scura a quella chiara …

Potremmo continuare a scrivere molto ancora su quanto visto e sentito nel pomeriggio dedicato a Elena Carminati ma ci fermiamo qui invitando il lettore interessato a sfogliare il libro Sounding Pictures, vero viatico per apprezzare con un semplice sguardo gli scatti dell’artista che veramente cattura l’intima essenza di chi ritrae.

Commozione e affetto per Maria Palchetti Mazza

Uno degli stereotipi comunicativi nel parlare di un evento che si svolge in presenza di pubblico prevede che ci si riferisca ai presenti come “pubblico folto e attento“.

Questa volta, e stiamo parlando del tributo poetico “La vita segreta di Maria“, la definizione “folto e attento” sarebbe non poco riduttiva.

Per tutta la durata dell’evento, infatti, era nettamente palpabile un sentimento di commozione e affetto che scaturiva dal racconto della vita e della personalità di Maria Palchetti Mazza attraverso le sue poesie.

A coronamento delle imprescindibili notizie sulla vita personale, familiare e professionale de “la preside”, come sicuramente la ricordano molti dei trevigliesi che hanno intersecato la sua presenza pubblica, il tocco più genuino ed emozionante è stato dato dalle lettrici Luisella Basso Ricci, Carla Torcicoda, Nicoletta Sudati e Pinuccia D’Agostino: quattro donne molto legate a Maria per motivi professionali ed umani.

A dare lustro a questo tributo è stata anche la presenza dei familiari, presenza che ci ha mostrato una sorta di albero genealogico vivente spaziando dalla presenza della sorella Lucia, delle figlie Isabella e Monica e dei nipoti, Andrea, Giorgio, Tommaso e Giovanni.

Possiamo, quindi, concludere che per un breve lasso di tempo la figura di Maria Palchetti Mazza è rivissuta tra le mura dello spazio Hub-1 e ci ha ricordato alcuni dei valori importanti per cui vale la pena impegnarsi nel contesto della comunità in cui si vive.