Portico d’Ottavia 13, il film per il giorno della memoria

Con il passare del tempo, la celebrazione de “Il giorno della memoria” diventa, sempre più “un’occasione necessaria” per raccontare alle giovani generazioni gli orrori, le persecuzioni e i lutti inflitti dal nazismo e dal fascismo.

Il tragico racconto della Storia deve servire a che non si dimentichino le sofferenze, i morti e le deportazioni e, principalmente, per scongiurare la drammatica ripresentazione di tali orrori.

L’Associazione culturale Clementina Borghi con il prezioso contributo del Comune di Treviglio e la fattiva collaborazione della sezione ANPI di Treviglio, della UDI Velia Sacchi di Bergamo e della BCC di Treviglio presenta

Portico d’Ottavia 13

film di Franco Di Leo, basato sul saggio di Anna FoaPortico d’Ottavia 13 una casa del ghetto nel lungo inverno del ’43” che narra le vessazioni subite dai cittadini italiani di religione ebraica che abitavano in una casa ai margini del Ghetto di Roma.

Le loro storie autentiche, intrecciate con quelle dei nove mesi segnati per gli ebrei romani da oltre duemila deportazioni, costituiscono il flusso narrativo del film e narrano gli obbrobri subiti per mano delle bande autonome dei fascisti che, al seguito di delazioni e promesse di denaro, si pongono agli ordini dei nazisti deportatori.

L’appuntamento è per il 27 gennaio 2022 alle ore 20,30 al TNT di Treviglio sito in Piazza Garibaldi.

L’evento è aperto a tutti purché siano rispettate pienamente le norme antipandemia.

Interverranno il regista Franco Di Leo e via web l’autrice del saggio Anna Foa

Nota a margine dell’inaugurazione dello spazio “Clementina + 2”

Con riferimento alla prossima inaugurazione dello spazio “Clementina + 2“, realizzato dall’amministrazione comunale di Treviglio, l’Associazione culturale Clementina Borghi vuole segnalare la riflessione sotto riportata.

Pur condividendo l’iniziativa di denominare Clementina Borghi la sala studio-lettura per i giovani in Piazza Garibaldi, restiamo molto perplessi sul sistema di abbonamento/biglietto di ingresso per tutti, e maggiorato per i non trevigliesi.

Ci pare una mercificazione dell’attività sociale e culturale, un sistema che sta diventando un routine quotidiana della Giunta, tale da  impedire il successo di molte iniziative che dovrebbero essere sostenute e non diventare fonti di profitto per il settore pubblico.

Temiamo anche che questo spazio, lasciato “liberamente” ai ragazzi senza controllo o guida per lo studio, alla fine non ottenga l’effetto auspicato ma diventi quello che appare oggi, un tentativo raffazzonato di politica sociale e non un investimento sugli adolescenti, futuri cittadini di domani.

Sui ragazzi bisogna investire bene, non chiedere affitti o abbonamenti: come dice il nostro Premier, per chi amministra, oggi è  il momento di dare, non di prendere.

Il contributo dell’Associazione Clementina Borghi alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

In mezzo al surplus comunicativo di immagini, filmati e cerimonie che pongono all’attenzione pubblica questo triste fenomeno ci eravamo chiesti: “Quale contributo possiamo dare per rafforzare la comunicazione su questo enorme problema?

L’articolo di Oriana Liso su Repubblica Milano ci è sembrato essere la giusta risposta perché propone un punto di vista ribaltato e un approccio che potrà contribuire a controllare prima e ridurre poi la follia che sta alla base di questi aberranti comportamenti …

La questora Alessandra Simone, ideatrice del Protocollo Zeus:

“Li rieduchiamo dopo il primo schiaffo e nove su dieci non picchiano più”

di Oriana Liso

“Considerare gli uomini solo antagonisti e carnefici non serve a nessuno, neanche alle donne.

Rieducare, senza sminuire la gravità di quanto fatto ma facendola comprendere, è una strada”

MILANO – “Possiamo e dobbiamo mettere in sicurezza le donne vittime di violenza, aiutarle a denunciare e offrire loro un sostegno dopo la denuncia. Ma se non lavoriamo anche sull’uomo maltrattante avremo salvato solo “quella” donna, e lui potrà cercare altre vittime”. 

Alessandra Simone è stata nominata a maggio dirigente superiore della polizia di Stato, questora, l’ultimo incarico precedente era quello di dirigente dell’Anticrimine di Milano. Dove, anni fa, si occupava già di reati sessuali e contro i minori. E dove ha messo a punto il protocollo Zeus, partito proprio da Milano nel 2018 e ora operativo in trenta città italiane.

Perché pensare agli uomini? Sono le donne le vittime della violenza.
“E questo non  lo dimentica mai nessuno, anzi: è proprio per proteggere e aiutare le donne che abbiamo studiato e continuiamo ogni giorno a lavorare sul Protocollo Zeus. Considerare gli uomini solo antagonisti e carnefici non serve a nessuno, neanche alle donne. Rieducare, senza sminuire la gravità di quanto fatto ma facendola comprendere, è una strada”.

Ci spiega in cosa consiste questo protocollo?
“Per la prima volta la prevenzione rivolge la sua attenzione all’uomo maltrattante e allo stalker, grazie all’osservazione sul campo, e per questo è importante il primo intervento. Davanti a una condotta che potrebbe sfociare in violenza ma non è ancora un reato il questore emette un ammonimento per stalking o per violenza domestica, convochiamo l’uomo intimandogli di interrompere ogni forma di aggressione anche verbale invitandolo però a seguire un percorso di recupero trattamentale (non terapeutico) in un Cipm, un centro specializzato nel contrasto alla violenza e per i conflitti interpersonali”.

E lo fanno davvero?
“Dal 2018 a Milano e provincia abbiamo ammonito e invitato a seguire il percorso oltre 300 uomini violenti, il 90 per cento di loro non ha più manifestato forme di violenza e ha capito il disvalore delle sue azioni e le mogli, ex mogli, compagne hanno riacquistato serenità, e lo sappiamo perché facciamo incontri e controlli periodici. Una recidiva bassissima si può ottenere, però, soltanto se interagiscono almeno due fattori: l’agire in tempo, quando la violenza non si è ancora manifestata pienamente, e fare rete”.

Qual è la situazione tipo in cui utilizzate il protocollo?
“La volante – o i carabinieri, la polizia locale: tutti dobbiamo essere preparati – viene chiamata perché c’è una lite in casa, ascoltando la coppia si capisce che c’è stata agitazione, uno schiaffo, ma non ci sono denunce precedenti. Se non c’è una dinamica di maltrattamenti in famiglia l’uomo può essere denunciato solo se è la donna a sporgere querela, ma nella relazione l’agente farà presente la situazione e il questore potrà far partire l’ammonimento. A quello schiaffo potrebbe seguire una pedata, le mani al collo: intervenire quando tutto è ancora recuperabile, questo cerchiamo di fare”.

Come reagiscono le donne? Uno dei problemi è ancora, purtroppo, la difficoltà a denunciare?
“Si sentono aiutate, capite. Vogliono essere aiutate, ma vogliono anche salvare i loro compagni. Tante di loro si vergognano a denunciare. Una cosa in tutti questi anni ho capito, ed è fondamentale: le donne vittime di violenza non vogliono compassione ma comprensione, altrimenti alzano un muro e non è più possibile aiutarle”.

Il 7 dicembre Milano, la città in cui ha lavorato per vent’anni, le tributerà l’Ambrogino d’oro per il suo impegno a difesa delle donne e dei soggetti deboli. A chi dedica questo riconoscimento?
“A Roberta Priore, uccisa a Milano nel 2019 dal suo compagno, che si è poi suicidato in carcere. Quattro giorni prima le volanti erano entrate per la prima volta a casa, due giorni dopo c’era stato un altro allarme e avevamo preparato l’ammonimento. Quando abbiamo telefonato per comunicarlo, Roberta Priore era appena stata uccisa. Fa male, certo, ma ai miei ragazzi ho detto che la strada era quella giusta, che noi c’eravamo. Ecco perché dobbiamo arrivare ancora prima”.

A CHE PUNTO E’ IL PROGETTO THE ECONOMY OF FRANCESCO?

Il progetto che la nostra Associazione ha presentato all’ISIS Guglielmo Oberdan e che porta la firma del Prof. Stefano Rozzoni procede con la più attiva partecipazione dei docenti e degli studenti.

Poco più di una settimana fa è avvenuto il secondo incontro con le classi durante il quale si è riflettuto sull’aspetto più ‘pratico’ del progetto, ovvero: il glossario: cos’è? perché è importante? Come realizzarlo?

Il 18 novembre scorso gli studenti hanno fornito l’abstract del proprio progetto, ovvero un breve testo di 100-150 parole in cui viene spiegato in che modo si desidera sviluppare la definizione del lemma che è stato loro assegnato (es. in modo tradizionale, fotografico, ecc.) con alcune motivazioni sulla scelta, oltre ai riferimenti di 4-5 fonti che si intenderà consultare nelle prossime settimane.

Stanno lavorando al progetto gruppi di alunni composti da tre persone, con un lemma trasversale, quello  dell’ ‘Economia’ , proposto a tre gruppi, uno per ogni indirizzo proposto dall’ISIS Oberdan.

Il prossimo appuntamento è per il 21 dicembre: prima delle vacanze natalizie gli studenti dovranno mettere in comune il loro lavoro definendo un link di accesso al documento che contiene la propria definizione. 

Attualmente la nostra associazione, in particolare Stefano Rozzoni, Andreina Pasini, Ariella Borghi e Pinuccia D’Agostino con il referente del progetto per l’Istituto Oberdan, Prof. Claudio Buttinoni, sta lavorando per costituire un comitato editoriale che supervisioni la redazione dei lavori dando dei riscontri su come migliorarli. 

Tra la visione degli elaborati, la restituzione e la riconsegna dei lavori migliorati secondo le indicazioni dei docenti, si giungerà sicuramente al primi di marzo del 2022, tempo in cui, il comitato editoriale, unitamente ad alcuni rappresentanti degli enti cittadini che saranno coinvolti nell’iniziativa potrà procedere con la pubblicazione del lavoro effettuato.

Obiettivo finale del progetto è: presentare il lavoro completo, raccolto in una pubblicazione, per il prossimo mese di maggio.

Intanto cresce l’interesse per questo progetto che si inserisce in un panorama culturale ben più ampio del territorio cittadino come dimostrato dall’attenzione di diversi enti e dai patrocini ricevuti.

All’Associazione culturale Clementina Borghi che con entusiasmo ha aderito al progetto del Prof. Stefano Rozzoni, non resta che ringraziare l’Istituto Oberdan nelle persone del Dirigente Prof. Antonio Venneri, dei docenti, Proff. Claudio Buttinoni, 3A LES, Silvia Maconi  3C LES, Elisabetta D’Amico  3A LSU, Veronica Ravelli  3E ITE, Ursula Ciaralli  3F ITE e Mario Conti  3Q.



Da Rosangela Pesenti un’intensa e profonda riflessione sul concetto di femminismo

Con la presentazione del libro di Rosangela PesentiCome sono diventata femminista”, si sono riaperti, giovedì 18 novembre scorso, gli incontri con gli autori che da sempre hanno caratterizzato le iniziative dell’Associazione Culturale Clementina Borghi.

E’ stato un incontro piacevole, una conversazione sui temi del femminismo che ha coinvolto molte persone venute per incontrare l’autrice che ha dedicato a questo tema un’intera vita e tutta la sua attività sociale e politica.

Rosangela Pesenti, nata nel 1953, vive a Cortenuova ed ha insegnato Storia e Letteratura nelle scuole superiori. Oggi svolge attività di formazione su vari temi legati al mondo delle donne. E’ stata a lungo dirigente nazionale dell’Unione Donne Italiane ed ha scritto e pubblicato alcuni libri.

Come sono diventata femminista” non è un manuale di scelte politiche, ma un romanzo, in parte autobiografico. Narra un momento di distacco e di necessaria riflessione della protagonista che si trova in una nuova casa, lontana dal paese dove ha sempre abitato, che viene spinta dalla nipote a raccontarsi e a raccontare la propria esperienza.

In un momento così importante, nella casa sul mare che la protagonista ha voluto realizzare per sé, raccontare la propria esperienza significa ripercorrere il passato, la storia della nostra Repubblica, le diverse esperienze che hanno caratterizzato la politica delle donne.

Ne è nato un libro fatto più di riflessioni che di narrazione, un libro della lettura gradevole e profonda che si presenta con diverse chiavi di lettura che rappresentano i diversi livelli di un’esperienza così lunga, sentita, profonda.

E’ un libro che ho scritto quasi di getto, afferma l’autrice, che si spalma a diversi livelli perché ho voluto essere vicina alle donne che leggeranno. Perché il femminismo è come una zia, utile ai processi di riproduzione della vita, soccorrevole, ma non servile”.

Per l’autrice i temi del femminismo sono ancora lontani dalla politica che continua a delineare oggi più che mai una società maschilista nella sua struttura e sostanza. Per cui il percorso da compiere è ancora molto lungo.

Alla presentazione è seguito un interessante dibattito sulla partecipazione delle donne alla vita politica del Paese.

“Il femminismo è come una zia”, dice il personaggio creato da Rosangela Pesenti nel suo romanzo “Come sono diventata femminista”

L’arrivo della giovane nipote Valentina costringe la zia, femminista forgiata nelle lotte degli anni Settanta dello scorso secolo, al ritorno ad un passato intriso di sogni, lotte, sconfitte e vittorie: un coacervo di ricordi, a volte faticosi, che la assale facendole passare la voglia di rivivere quei momenti.

Ma è facile vanificare questo sentimento di rifiuto: basta il riemergere di un pensiero, il ricordo di un incontro del passato, il contatto con un vecchio oggetto per far partire un “lungo flusso di coscienza” che acuisce la voglia di sapere della giovane nipote Valentina che vuole conoscere come la zia sia diventata femminista.

Ed ecco, nelle parole di Vittoria Longoni, come la protagonista del romanzo, che ne è anche voce narrante, chiosa l’assunto iniziale di questa nota: “il femminismo è come una zia: una presenza discreta, autonoma, pronta a dialogare (…); per lei, è una presenza ormai incisa nel corpo e nel respiro, dentro emozioni e pensieri. E’ una donna che ha conquistato la sua autonomia e che la può trasmettere.”

L’Associazione culturale Clementina Borghi ha invitato Rosangela Pesenti a parlare del suo libro “Come sono diventata femminista” – Manni editori. L’incontro avverrà

giovedì 18 novembre alle ore 18,00

allo Spazio Hub-1 sito in piazza Garibaldi a Treviglio

Come da norme in vigore, per accedere allo Spazio Hub-1 è necessario essere in possesso di Green Pass valido

Il progetto “The economy of Francesco” muove i primi passi nelle classi dell’I.S.I.S. Oberdan

Il progetto “Eco-Logico” denominato “The economy of Francesco” ha compiuto i primi passi convinti e partecipati in sei classi dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore Oberdan della nostra città.

Il Papa nel marzo dello scorso anno ha chiamato, proprio nella Assisi di Francesco, il poverello fattosi santo, alcune delle figure più rappresentative a livello mondiale nel campo delle scienze economico-sociali chiedendo loro di elaborare nuovi approcci economici per un mondo più equo.

Tutti sappiamo che i grandi consessi internazionali nei quali gli esperti delle varie discipline indicano gli assi portanti della risoluzione di un problema rischiano di diventare l’ennesima vox clamantis in deserto se da quei consessi non deriva l’innesco di iniziative molteplici, convinte e “disperse” nei territori e tra le persone che hanno a cuore la soluzione prospettata.

Ed è stata proprio questa considerazione che ha fatto germogliare nell’ambito dell’Istituto Oberdan l’idea della messa in pratica del progetto grazie alla pronta accettazione da parte dell’allora Dirigente Scolastica Maria Gloria Bertolini che ha passato il testimone al Dirigente in carica, Antonio Venneri.

Entrambi hanno accettato e sviluppato la proposta di Stefano Rozzoni che, grazie alle competenze in ambito ecologico e sociale, agirà da consulente esterno affiancando la squadra di docenti responsabili delle classi coinvolte nel progetto e precisamente i proff. Claudio Buttinoni per la 3A LES, Silvia Maconi per la 3C LES, Elisabetta D’Amico per la 3A LSU, Veronica Ravelli per la 3E ITE, Ursula Ciaralli per la 3F ITE e Mario Conti per la 3Q.

Maggiori dettagli sullo stato del progetto sono riportati nell’articolo del Popolo Cattolico del 30 ottobre us che mette in evidenza come “la proposta di un simile progetto anche in un istituto di Treviglio rappresenta un segnale tangibile di un processo di rinnovamento culturale e paradigmatico in corso del nostro territorio“, osservazione perfettamente in linea con gli obiettivi statutari della Associazione culturale Clementina Borghi che è da sempre attenta ed attiva ai temi della formazione delle giovani generazioni.

Un contributo per lo sviluppo del progetto “The Economy of Francesco”

Il progetto di studio “The Economy of Francesco, un glossario per riparare il linguaggio dell’economia”, proposto dalla nostra Associazione e dal Prof. Stefano Rozzoni all’Istituto OberdanLiceo ad indirizzo economico della nostra città muove i primi passi. Ecco un contributo all’approfondimento sul tema:

Il Papa ai giovani di “Economy of Francesco”: mettete la fraternità al centro – Vatican News

Fonte: sito Vaticannews.va

LE DONNE CORAGGIOSE TORNANO IN MOSTRA 2-14 ottobre 2021

da sabato 2 ottobre e fino a giovedì 14 i riflettori saranno nuovamente accesi sulla mostra itinerante “Il coraggio delle donne”.

Così come i momenti difficili come malattie e incidenti hanno segnato la vita di queste donne ma non ne hanno fiaccato la tempra anche la mostra che ci ha fatto conoscere le loro vicende grazie alle foto del circolo fotografico il Caravaggio non è stata fiaccata dalla pandemia Covid-19!

Dopo le precedenti edizioni tenutesi a Caravaggio, a Treviglio e a Bergamo, la mostra ritorna a Treviglio presso il Centro commerciale Treviglio di viale Montegrappa, 31 dove le foto esposte ci faranno nuovamente conoscere le vicende di queste donne coraggiose che hanno trasformato le difficoltà in opportunità di rivalsa diventando dei veri esempi per tutti.

Realizzata con il patrocinio del Consiglio delle Donne di Treviglio, la mostra presenta le immagini realizzate da 15 fotografi del Circolo fotografico Il Caravaggio: foto in bianco e nero e foto a colori di donne riprese nel corso della loro attività lavorativa, a dimostrazione che di dolore si può vivere e non bisogna mai lasciarsi abbattere.

La mostra è realizzata anche con il contributo di diverse associazioni del territorio: Aisla, Amici di Gabri, Associazione Clementina Borghi, Casa delle Donne, Commissione Pari Opportunità di Caravaggio, Soroptimist club di Treviglio e pianura bergamasca.

I quindici i fotografi cha hanno partecipato con le loro opere sono: Enrico Appiani, Duilio Bellomo, Lino Beltrame, Vittorio Brambilla, Marco Celestina, Antonio Cozzi, Roberta Tassi, Alessandro Frecchiami, Marco Goisis, Victoria Herranz, Giuseppe Maridati, Andreina Pasini, Giovanni Roglio e Gianni Testa.

Venti sono invece le donne che volentieri si sono sottoposte all’obiettivo, contribuendo a rendere unica questa mostra che continuerà a far conoscere questo messaggio all’intera collettività bergamasca.

Le citiamo con il loro nome di battesimo: Lia, Gabriella, Imma, Gonaria, Marisa, Anna, Ornella, Alice, Donatella, Maria Teresa, Sonila, Cristina, Jennifer, Lola e molte altre. Tutte hanno voluto lasciare nella testimonianza del loro percorso anche un messaggio positivo per quanti visiteranno la mostra.

Un ringraziamento a tutti coloro hanno contribuito all’allestimento della mostra Ipercoop e Le forme dell’arte

L’associazione Clementina Borghi e l’Istituto Oberdan insieme per il progetto “The Economy of Francesco, un glossario per riparare il linguaggio dell’economia”

Il progetto di studio “The Economy of Francesco, un glossario per riparare il linguaggio dell’economia”, proposto dalla nostra Associazione e dal Prof. Stefano Rozzoni all’Istituto Oberdan, Liceo ad indirizzo economico della nostra città è stato accettato dalla dirigenza scolastica e dai docenti della Scuola e diventerà presto un’occasione di studio e di approfondimento da parte degli studenti .

Per l’ associazione Clementina Borghi, aver lavorato a questo progetto ed aver ottenuto il consenso della scuola è occasione di grande soddisfazione, sia perché l’approfondimento e l’arricchimento culturale dei giovani è uno degli elementi essenziali della nostra mission, sia perché il tema proposto è di grande attualità ed interesse per il periodo di trasformazione in atto nel nostro Paese.

Perché “The economy of Francesco”? Perché il tema, come molti ricorderanno è stato trattato in un convegno internazionale che si è svolto ad Assisi lo scorso autunno, fortemente voluto dal Papa e destinato ai ragazzi che saranno i prossimi protagonisti di questo cambiamento.

Papa Bergoglio ha in sostanza aperto la strada alla realizzazione di una nuova economia, che tralasci l’esclusiva logica del profitto, per un’attività più a misura d’uomo e di ambiente, l’unica possibile per risolvere il problema di un mondo statisticamente sempre più indebitato ed ecologicamente compromesso. Riparare l’economia significa anche riparare il linguaggio ed è proprio dal linguaggio che il progetto vuole partire per sviluppare una concreta ed approfondita cultura ecologica tra gli adolescenti.

Il progetto avrà quindi, i seguenti obiettivi:

  • sviluppare nei giovani la consapevolezza di essere strumenti e futuri protagonisti del cambiamento
  • apprendere i nessi tra pensiero ecologico e pensiero economico
  • ripensare al linguaggio dell’economia
  • realizzare un glossario dell’economia

Il progetto, assolutamente interdisciplinare, permette di sviluppare diverse competenze-chiave richieste a livello europeo ed interessa le materie fondamentali del percorso del Liceo Economico.

Il primo passo del progetto prevede di partire con gli incontri nelle classi prescelte nel primo trimestre dell’anno scolastico che si baserà un breve incontro per la presentazione poi il lavoro degli studenti che dovranno lavorare sui diversi lemmi proposti. Tutti gli elaborati verranno pubblicati all’interno di un Glossario della nuova Economia in formato e-book, come ormai avviene per le diverse attività della nostra associazione.

Un particolare ringraziamento al Prof. Stefano Rozzoni, ideatore e guida di questa iniziativa, al Prof. Claudio Butinoni e alla dirigenza della scuola Oberdan che ha consentito la concretizzazione di questo lavoro.