Ecco perché il Tre Ville è un concorso nazionale!

Abbiamo esaminato le provenienze degli 96 autori che hanno deciso di partecipare alla ventiduesima edizione del nostro concorso.

Come succede ogni anno abbiamo così avuto modo di constatare ancora una volta che riceviamo opere dalla stragrande maggioranza delle regioni italiane (14) e quest’anno anche da un’autrice che invia la sua opera da Waimar, storica città della Turingia germanica.

Ecco il dettaglio delle provenienze:

Come è ovvio che sia, la maggioranza delle opere arriva dalla Lombardia (45% circa) e si segnalano in modo particolare la Toscana che raddoppia i concorrenti (8) rispetto allo scorso anno e le Marche che, assenti lo scorso anno, vedono oggi 5 partecipanti.

Sempre solida la presenza di Emilia Romagna (10), Piemonte (6) e Veneto (5).

In conclusione, che il Tre Ville porti in giro per la nazione il nome della nostra città è confermato dai numeri che, di solito, confermano i fatti!

IL TRAGUARDO SI INTRAVEDE IN FONDO … AL MESE – ANCORA UNA DECINA DI GIORNI PER PARTECIPARE AL XXII TRE VILLE

Malgrado le difficoltà del periodo, abbiamo già raggiunto un numero di partecipanti pari a circa l’ottanta per cento dei concorrenti dello scorso anno!

Care autrici e cari autori, vogliamo dare ancora un po’ di lavoro alla giuria della ventiduesima edizione del concorso letterario nazionale Tre Ville?

Visitate il nostro sito https://clementinaborghi.it/ e cliccate sulla scelta CONCORSO LETTERARIO.

Troverete il REGOLAMENTO e la DOMANDA DI PARTECIPAZIONE che vi consentiranno di entrare a far parte della numerosa e qualificata comunità degli autori che hanno partecipato al nostro concorso

VI ASPETTIAMO!

La scadenza è il 30 giugno

To whom it may concern: Young writer’s contest

Words Take You Further…

Out of the Classroom and Into the World: Young writers’ contest.

Calling all teens with a talent for creative writing (poetry/fiction/ essays/short stories/reports…)

When you write for teachers, it can feel like an assignment. When you  write for a real purpose, you  are empowered!

Student writing contests are an easy and inspiring way to try writing for an authentic audience. The experience offered by teen literary contests is indescribably rewarding and gratifying. 

Enter your original literary work and you could win a prize.

So, young writers, submit your work to  associazioneculturale@clementinaborghi.it !

(deadline: 30th June 2020)

Primi piccoli passi verso la (nuova?) normalità

Un tema complesso: DIMENTICARE L’ODIO

In questi giorni di assidue letture e di riflessioni su quanto è stato letto, ci ha colpito un commento della nostra socia Andreina Pasini sulla pagina Facebook di Rai Cultura-Letteratura sul libro di Helga SchneiderLasciami andare madre”.

Il commento di Andreina ha ricevuto molti consensi ed altri interventi sul libro e sul tema che viene affrontato: il rifiuto dei figli delle SS o dei nazisti dell’ideologia razzista o fascista con la quale sono stati cresciuti ed educati in tenera età.

Perché il libro della Schneider parla proprio di questo: che rapporto può avere un figlio o un nipote di un nazi-fascista o comunque con un razzista che rifiuta la cultura e l’ideologia della sua famiglia?

E’ giusto accettare o mantenere rapporti affettivi con persone che si sono macchiate di tanti e tali crimini?

L’argomento, di per sé interessante, apre anche un dibattito più sociale: le generazioni successive alle stragi e ai crimini del XX secolo  che fardello si portano addosso? Esiste un’azione che possa frenare l’odio ed impedire il ripetersi degli orrori?

Sono temi che tratteremo al termine di questo periodo di forzato riposo, alla attesa ed auspicabile ripresa della nostra attività, in autunno.

Preannunciando, quindi, un prossimo incontro su questi  argomenti, invitiamo tutti ad una riflessione, magari leggendo il libro di Helga Schneider o visionando il video di Laura Yael Cislaghi MottaLa mia famiglia, il nazismo ed io” su htpp://youtu.be/D4xcQA2NUE8.

Ecco intanto la riflessione sul tema  di Andreina Pasini.

“Io come Ebrea, figlia della Shoah, non provo risentimento nei confronti dei Figli e Nipoti delle SS. La maggior parte dei discendenti dei gerarchi nazisti vive un fardello insopportabile. Credo che se per noi sia una ferita insanabile per loro sia il macigno di Atlante. Fatto di vergogna che non compete loro”.

E’ la riflessione scritta da Laura Yael Motta sul libro di Helga Schneider “Lasciami andare, madre”, che ho presentato sulla pagina Facebook di Rai Cultura-Letteratura.

Queste parole rivelano una attenzione e una sensibilità inaspettata e inusuale verso la condizione dei discendenti di famiglie naziste. Difficilmente i libri, l’opinione pubblica, i media si soffermano a riflettere sul conflitto interiore che nasce dall’essere figli e nipoti di gerarchi nazisti condannati a morte per Crimini contro l’Umanità.

Helga Schneider nel suo libro parla esattamente di questo conflitto, irrisolto, che le impedisce di comprendere ed accettare la madre nazista, condannata alla detenzione ma non pentita.

Credo che le parole di Laura Yael Motta abbiano un valore intenso, perché a pronunciarle è una “figlia della Shoa”.  Mostrano comprensione, vicinanza e volontà di chiudere con un passato storico intriso di odio razziale

Sono parole sulle quali non sarebbe sbagliato soffermarsi e riflettere.

Il nuovo romanzo di Maria Palchetti Mazza

Nel giorno in cui si è parlato di “Capolinea”, il nuovo libro di Maria Palchetti Mazza, nelle sale del Museo Civico era presente tutta la Treviglio che conta dal punto di vista affettivo per l’autrice.

Ma per un gioco del caso o del destino, scegliete voi, non era presente proprio l’autrice fermata nella sua Firenze dal più classico dei malanni di stagione.

Agli interventi “tecnici” si sono susseguiti quelli affettivi e del ricordo personale sull’autrice che, come testimoniato dagli intervenuti, ha una forte e viva presenza nel cuore di quanti la conoscono.

Il tema fondamentale dell’opera è il viaggio che Amalia compie nel corso della sua vita descritta da quella che la protagonista ritiene esserne l’elemento caratterizzante: la solitudine.

Ma, forse, anche grazie al rapporto di consuetudine e di amicizia instauratosi con Giosuè, proprietario del bar posto, appunto, al capolinea del tram utilizzato quotidianamente, Amalia potrà ripercorrere aspetti della sua vita che le fanno ritrovare legami familiari passati nel dimenticatoio del tempo e degli affetti.

E a proposito di affetti ritorniamo, prima di concludere, alla carrellata di manifestazioni di affetto e di riconoscenza da parte di quanti hanno conosciuto e apprezzato Maria Palchetti Mazza e il suo operare come donna, professoressa, preside e autrice: il coro non avrebbe potuto essere più unanime e più sincero.

Ora, dopo aver letto Capolinea, mettiamoci in paziente attesa del prossimo frutto della penna dell’autrice che, come ci hanno anticipato i familiari, Maria vorrebbe scrivere calandosi nei panni di un uomo.

“CAPOLINEA” IL NUOVO ROMANZO DI MARIA PALCHETTI MAZZA

Presentare un libro scritto da Maria Palchetti Mazza, presidente della nostra Associazione culturale e animatrice di tutte le nostre attività, è un compito difficile per il legame affettivo che ci lega e per la necessità di essere (o apparire!) obiettivi nelle valutazioni.

Capolinea”, il nuovo libro, appena uscito dai tipi della SBA Edizioni, è una storia di solitudini che si incontrano.

Amalia, impiegata da anni presso un’azienda, è ormai prossima alla pensione.

Giosuè è tra i pochi amici che vivacizzano la sua vita e raccoglie le confidenze della donna che passa tutte le sere dal bar al capolinea del tram  con il quale Amalia effettua il tragitto casa-lavoro.

Ma il capolinea è anche una metafora della vita e del suo svolgersi che la donna ripercorre anche ritrovando rapporti familiari che credeva smarriti per sempre.

Maria Palchetti Mazza tratteggia come sempre in modo superlativo situazioni e personaggi e riesce a catturare il lettore grazie alla sua scrittura incisiva, libera e moderna.

Nessuno dei tratti fondamentali del vivere quotidiano, che agli occhi di un lettore distratto potrebbero sembrare dei dettagli, viene tralasciato dall’autrice per delineare con efficacia i personaggi del romanzo che affrontano con coraggio il vivere quotidiano.

Il modo migliore (… e più obiettivo!) per valutare tutti gli elementi fondamentale di questa nuova opera di Maria Palchetti Mazza è allora quello di partecipare all’incontro con l’autrice che si svolgerà

sabato 30 novembre alle ore 11,30

nelle sale del Museo Civico – Coniugi Teresa e Ernesto Della Torre

sito in vicolo Bicetti a Treviglio

Un piccolo articolo per un grande “grazie”

Una foto, tra le tante che ci hanno regalato gli amici del circolo fotografico “Il Caravaggio”, che ci consente di accomunare in una sola immagine i rappresentanti delle due istituzioni trevigliesi che più sono state vicine alla nostra associazione per la ventunesima edizione del Tre Ville: il Comune e la Banca di Credito Cooperativo.

La premiazione del “Tre Ville”

Il periodo di vacanza si è concluso e siamo entrati in dirittura d’arrivo per le attività della ventunesima edizione del concorso letterario nazionale Tre Ville.

Sabato 14 settembre alle ore 10,30 nella bella sede del Teatro Filodrammatici di Treviglio incontreremo, infatti, gli autori premiati, quelli segnalati e tutti gli amici e sostenitori del nostro concorso che da anni ci accompagnano in questa occasione di festa.

Oltre CENTOQUARANTA OPERE di NOVANTA AUTORI provenienti da tutta Italia hanno richiesto alla giuria del concorso un impegnativo lavoro di valutazione su opere di ottima qualità letteraria complessiva con punte di notevole valore nel caso dei premiati.

Vi attendiamo quindi alla cerimonia di premiazione per una mattinata di festa che conclude le attività del concorso che da oltre venti anni tiene alto in tutta Italia l nome della città di Treviglio

Segnate la data e l’ora nella vostra agenda cartacea o elettronica che sia!