I giurati della ventottesima edizione del Treville sono tutti al lavoro!

Ieri, 31 luglio 2026, si è chiusa la finestra per la partecipazione alla sezione Tesi di Laurea Magistrale del nostro concorso.

Adesso tutte le opere inviate dagli autori alle varie sezioni del Treville sono in valutazione. Alla fine di questa caldissima estate avremo, quindi, i vincitori e i menzionati.

La cerimonia di premiazione è già fissata per il 17 ottobre pv.

Cari autori e care autrici non vi resta che rilassarvi nel modo e nella località preferiti e … attendere pazientemente.

BUONE VACANZE!

Dal segno alla scrittura

E’ stato un bell’incontro quello organizzato dalla nostra Associazione sabato 9 maggio allo Spazio Hub di piazza Garibaldi: il pittore Gaetano Fiore, il poeta Andrea Petrai e il giovane musicista Marco Fiore hanno parlato rispettivamente di arte, poesia e musica, colloquiando con Pinuccia D’Agostino di trascendenze visive, contaminazioni artistiche e letterarie, e suggestioni evocative presenti nell’arte contemporanea, nella poesia e nella musica, soprattutto jazz, le cui note, come ha dimostrato Marco Fiore, sono ben ricche di suggestioni evocative presenti nella nostra memoria.

Nel corso dell’incontro, presentato e coordinato da Antonio Durante, si è parlato dell’ultima raccolta poetica di Andrea Petrai, “Di quel che poi, forse, di noi rimane”, con la lettura di alcune tra le poesie più interessanti del volume.

Di Gaetano Fiore sono state presentate alcune opere, tra cui Crucifige, già esposta alla Porta del Cielo del Duomo di Treviglio, mentre “Omaggio a Bill Dixon” è stata esposta in sala.

Il pubblico ha potuto così vedere Trascendenze – Trasparenze con il testo In-Croci (una poesia presente nel libro di Petrai), con immagini in evoluzione dove il segno gioca con il colore e le note musicali accompagnano il tutto.

E proprio sugli aspetti enigmatici che veicolano l’ispirazione nonché i rimandi cifrati che mirabilmente intessono il dialogo tra l’artista e le forze primigenie della natura che i due amici trovano un fertile terreno capace di accomunarli e, al tempo stesso, distinguerli. 

Fiore trova in Petrai una chiarificazione del proprio esercizio pittorico, attraverso le parole e i versi ispirati dai suoi quadri, mentre Petrai trova una proficua intesa con la pittura di Fiore che sempre lo motiva a sperimentare originali ed eterogenei linguaggi espressivi.

La serata è stata conclusa da numerosi interventi di giornalisti, esperti di musica jazz, di fotografi e artisti, alle cui domande gli ospiti hanno risposto con pienezza di idee, prolungando piacevolmente la serata.

Il Popolo Cattolico: Al concorso nazionale Treville debuttano le tesi di laurea

È partita in questi giorni la XXVIII edizione del Concorso letterario nazionale Treville, realizzato dall’associazione culturale Clementina Borghi di Treviglio (testo integrale del bando sul sito clementinaborghi.it).

Quest’anno il bando si presenta in forma assolutamente rinnovata e più ricca. Il Comitato scientifico che regola il Concorso ha provveduto a sezionare ulteriormente le prove di poesia, narrativa e libri editi, in sottosezioni che contraddistinguono la tipologia delle opere a concorso. Un Concorso, quindi, un po’ più ricco ma anche una premiazione un po’ più ragionata che va a soddisfare di più i partecipanti e ad alleggerire il compito della giuria.

Resta invariata la sezione Junior (il limite di età per la partecipazione è stato portato a 20 anni, già nella scorsa edizione) ma si darà risalto anche ad opere collettive e redatte non solo in scrittura ma anche con linguaggi multimediali, tanto cari ai giovani.

Bisogna tener conto che la scrittura è una forma espositiva articolata e “nobile” che impone l’uso della lingua letteraria, ma che oggi i giovani amano molto esprimersi con linguaggi multimediali e con scritture iconiche.

«Ben vengano gli elaborati dei giovani, in qualsiasi forma vengano scritti – afferma la presidente dell’associazione, Pinuccia D’Agostino –. I giovani hanno bisogno di esprimersi ed è giusto che lo facciano nella libertà più assoluta». 

Ma l’edizione di quest’anno ha una sezione in più, ed è quella relativa alle tesi di Laurea Magistrale in Lettere Moderne e in Filologia, Letterature e Storia dell’Antichità.

Si tratta di un accordo, formulato è già sottoscritto tra l’associazione Clementina Borghi e il Dipartimento di Studi letterari, Filologici e Linguistici dell’Università Statale di Milano: in pratica un’apposita ed articolata giuria, valuterà le tesi che saranno presentate a concorso, premiando quella che avrà raccolto il punteggio più alto.

Il premio sarà la pubblicazione della tesi a spese dell’Associazione che si farà anche carico della distribuzione di un certo numero di copie. Proprio per valorizzare in un certo senso la realtà editoriale e culturale trevigliese, per la pubblicazione della tesi è stata scelta la Casa Editrice Zephyro che opera a Treviglio, con la quale sono stati già presi accordi.

Le tesi dovranno appartenere al Dipartimento di Studi letterari, Filologici e Linguistici dell’Università Statale di Milano e dovranno essere tesi di Laurea Magistrale in Lettere Moderne e in Filologia, Letterature e Storia dell’Antichità.

Il termine per presentare le tesi in concorso è il 31 luglio, mentre il termine per tutte le altre opere è il 30 giugno. La Giuria avrà tempo fino alla fine di settembre per valutare le opere, la premiazione avrà luogo alla fine di ottobre.

I bandi del Treville sono su Concorsiletterari.net

Concorsiletterari.net è il principale portale italiano dedicato ai concorsi letterari.

Lo scorso anno ha contribuito a far conoscere il nostro concorso a centinaia di interessati autori e interessate autrici.

Anche per la XXVIII edizione del Treville oltre ai contatti diretti con la platea dei partecipanti registrati nel corso degli anni abbiamo deciso di pubblicare i nostri bandi su Concorsiletterari.net, certi di far giungere il nostro messaggio ad una vasta platea di interessati.

Pertanto il sito da consultare (oltre al nostro, ovviamente!) è:

https://concorsiletterari.net

Errata corrige

A doveroso completamento di quanto in precedenza pubblicato sull’evento di presentazione del volume “Per la terra ed altri poemetti” si deve precisare che a causa di un imperdonabile errore commesso da chi scrive (nome: Antonio, cognome Durante) nel testo è saltata la parte riguardante l’intervento di chiusura di Luisella Basso Ricci.

Luisella, infatti, ha letto, con la nota bravura, due poesie scelte proprio per concludere l’incontro con un segno di speranza e di tranquillità visto il tempo difficile che ci tocca attraversare anelando all’arrivo della pace.

Repetita iuvant

come ci ricorda l’antica locuzione proverbiale latina a volte ritornare su un tema importante e serio aiuta ad orientarsi meglio e a capire il mondo che ci circonda.

E’ un po’ quello che è successo nel corso dell’incontro tenutosi il 4 dicembre, presso il Rifugio di Enbi, incontro nel quale Pinuccia D’Agostino e Andreina Pasini hanno nuovamente parlato del loro libro “Per la terra ed altri poemetti“.

Si tratta della raccolta di alcuni poemetti dedicati in parte alla terra e in parte agli uomini che la abitano realizzata anche menzionando alcuni dei miti fondanti della nostra identità e frequentando poeticamente le storie e le paure dell’umanità.

Il linguaggio poetico è la dominante di questo libro, linguaggio che nel fluire dell’opera cede il passo, o si affianca, ad un secondo livello di lettura che comprende l’utilizzo delle parole: vera ricchezza del genere umano.

Le parole sono fondamentali nell’articolare il linguaggio per raccontare storie che rallegrano, che spiegano il mistero della vita, che inducono ad obbedire, produrre, credere.

Ed è per questo motivo che le parole vanno rispettate, utilizzate in modo proprio e non sprecate in vaniloqui privi di significato o, peggio, pieni di risentimento, quando non di odio, verso gli altri e verso le loro storie.

Ma le parole si accompagnano alle immagini e non ne possono fare a meno, soprattutto oggi che siamo diventati così stereotipati nella nostra comunicazione.

Ecco quindi l’importanza delle immagini presenti nel libro opera di Andreina Pasini.

Andreina, che gira il mondo in compagnia dei suoi strumenti fotografici, ha scelto per questo libro immagini che non si fermano di fronte ad una descrizione superficiale del testo ma vogliono, invece, scavare in profondità per esprimere in modo efficace il senso delle parole più significative nascoste nei versi o negli accenti.

L’aperitivo poetico … o letterario

L’Associazione Culturale Clementina Borghi fa ripartire un appuntamento letterario del recente passato riproponendo la lettura del testo di Mina D’Agostino “Per la terra ed altri poemetti“, edito da Zephyro nel marzo 2024, corredato dalle foto di Andreina Pasini.

In questo poemetto la terra non viene descritta nelle sue bellezze ma viene trattata e pensata con i versi e nelle immagini proponendo, così, una sorta di colloquio con il pianeta.

Per certi versi questo libro è un colloquio con la terra: la maggior parte dei versi è presentata come un dialogo tra l’io poetante e il pianeta, un dialogo reso più emozionante da una sensazione sottaciuta di addio, dalla dolorosa sensazione di una inevitabile separazione per il raggiungimento di nuovi mondi e di nuove vite.

Le parole sono la vera ricchezza del genere umano che nel corso del tempo ha saputo articolare il linguaggio per raccontare storie, che rallegrano, che spiegano il mistero della vita, che inducono ad obbedire, produrre, credere.

Attraverso queste storie il genere umano, grande raccoglitore di cose, simboli, oggetti, ha saputo vivere, sopravvivere, dominare.

Ma le parole si accompagnano alle immagini e non ne possono fare a meno, soprattutto oggi che siamo diventati così stereotipati nella nostra comunicazione. Ecco quindi l’importanza delle immagini di Andreina Pasini che non si fermano di fronte ad una descrizione superficiale del testo ma vogliono esprimere il senso delle parole più significative che stanno nascoste nei versi o negli accenti.

I miti occupano la parte ultima della lettura di questo poemetto. Quella forse più riflessiva; I miti sono le argomentazioni cui fanno ricorso poeti, scrittori e artisti, per spiegare i segreti della vita, il senso delle loro angosce. I loro sogni.

L’appuntamento è per giovedì 4 dicembre, alle ore 18, presso l’accogliente “Il rifugio di Enbi” sito in via Leonardo da Vinci, 47 in Treviglio.

Chiudiamo con un suggerimento: per centellinare al meglio l’incontro con Mina e Andreina prenotate il vostro posto e la vostra consumazione sui contatti del Rifugio di Enbi su FB o su WA al 3381252507.

XXVII Treville – sezione Opera pubblicata

Primo premio: Michelangelo Bartolo

per l’opera: Matti d’Africa

Michelangelo, medico ospedaliero, è attualmente il direttore dell’Ufficio di Telemedicina della Regione Lazio. Dal 2001 compie missioni di cooperazione internazionale con il programma DREAM della Comunità di Sant’Egidio. È fondatore della Global Health Telemedicine, un Ente del Terzo Settore che garantisce servizi di Telemedicina a 51 centri sanitari di 16 Paesi africani, progetto a cui collaborano oltre 150 medici italiani.

In mezzo a tutte queste attività professionali e di volontariato, Michelangelo trova anche il tempo per dedicarsi alla scrittura ottenendo numerosi riconoscimenti letterari … fra i quali il Treville.

Menzione: Daniela Martinotti

per l’opera: Michelangelo e i due fuochi dell’ellisse

Daniela cremasca, sposata madre di due figli. Laureata in Lettere con indirizzo Classico e in Scienze Storiche con indirizzo Antico Medievale ha collaborato per diversi anni con l’Università degli Studi di Milano ma la sua vera passione è l’impegno come docente di liceo. Da sempre ama scrivere.

Ha pubblicato opere di divulgazione storica su Roma imperiale e di impronta locale su l’Insula Fulcheria

“Michelangelo e i due fuochi dell’ellisse” è il suo primo romanzo.