Dal segno alla scrittura

E’ stato un bell’incontro quello organizzato dalla nostra Associazione sabato 9 maggio allo Spazio Hub di piazza Garibaldi: il pittore Gaetano Fiore, il poeta Andrea Petrai e il giovane musicista Marco Fiore hanno parlato rispettivamente di arte, poesia e musica, colloquiando con Pinuccia D’Agostino di trascendenze visive, contaminazioni artistiche e letterarie, e suggestioni evocative presenti nell’arte contemporanea, nella poesia e nella musica, soprattutto jazz, le cui note, come ha dimostrato Marco Fiore, sono ben ricche di suggestioni evocative presenti nella nostra memoria.

Nel corso dell’incontro, presentato e coordinato da Antonio Durante, si è parlato dell’ultima raccolta poetica di Andrea Petrai, “Di quel che poi, forse, di noi rimane”, con la lettura di alcune tra le poesie più interessanti del volume.

Di Gaetano Fiore sono state presentate alcune opere, tra cui Crucifige, già esposta alla Porta del Cielo del Duomo di Treviglio, mentre “Omaggio a Bill Dixon” è stata esposta in sala.

Il pubblico ha potuto così vedere Trascendenze – Trasparenze con il testo In-Croci (una poesia presente nel libro di Petrai), con immagini in evoluzione dove il segno gioca con il colore e le note musicali accompagnano il tutto.

E proprio sugli aspetti enigmatici che veicolano l’ispirazione nonché i rimandi cifrati che mirabilmente intessono il dialogo tra l’artista e le forze primigenie della natura che i due amici trovano un fertile terreno capace di accomunarli e, al tempo stesso, distinguerli. 

Fiore trova in Petrai una chiarificazione del proprio esercizio pittorico, attraverso le parole e i versi ispirati dai suoi quadri, mentre Petrai trova una proficua intesa con la pittura di Fiore che sempre lo motiva a sperimentare originali ed eterogenei linguaggi espressivi.

La serata è stata conclusa da numerosi interventi di giornalisti, esperti di musica jazz, di fotografi e artisti, alle cui domande gli ospiti hanno risposto con pienezza di idee, prolungando piacevolmente la serata.