Giovedì 9 ottobre presso Il Rifugio di Enbi, l’Associazione Culturale Clementina Borghi ha presentato il libro “Il loro grido è la mia voce – Poesie da Gaza” edito da Fazi Editore e curato da Susan Abulhawa e Chris Hedges con prefazione di Ilan Pappè.
In mezzo alla valanga di di comunicazioni, manifestazioni, interventi ai più vari livelli su questo argomento un’altra iniziativa per discutere dello stesso problema?
La risposta è: sì.
Sì, perché nel clamore mediatico di questo periodo, abbiamo sentito parlare politici, militari, opinionisti, “tifosi” dell’una e dell’altra parte, manifestanti ecc. ma mai, o solo in pochissime situazioni di nicchia, abbiamo sentito la voce di chi su quel territorio vive , rimane ferito, viene discriminato e via andare con tutto il catalogo di sofferenze che l’homo homini lupus sa infliggere al proprio prossimo.
Il libro è nato con l’idea di offrire un contributo a Emergency, ma soprattutto con lo scopo di far conoscere la letteratura palestinese che dura da ormai settant’anni e che si muove in tutto il mondo.
E’ un fatto eccezionale, fare resistenza con la scrittura, con le parole, con i versi, ma questo accade, quando sembra ci non sia più la speranza, quando non esistono armi, quando vediamo morire i nostri parenti, i nostri vicini, i nostri figli. .
Così, parlando di Gaza, oggi il mondo intero parla anche con i versi di questi poeti non tanto per suscitare pietà ma per dimostrare che il popolo palestinese, anche se costretto a fuggire o a morire, non vuole arrendersi.

