L’associazione Clementina Borghi segnala la mostra dei Laboratori culturali della terza età

L’associazione Clementina Borghi è lieta di segnalare  l’inaugurazione della mostra dei Laboratori culturali della terza età che quest’anno ha come tema principale “La famiglia”.

Questa importante iniziativa brilla, oltre che di luce propria, per il fatto che rappresenta un esempio concreto di collaborazione fra diverse entità culturali e civiche presenti sul nostro territorio.

La mostra sarà inaugurata mercoledì 11 ottobre alle ore 10 nelle sale Dellera e Carminati della BCC di Treviglio in via Carcano e resterà aperta al pubblico fino al 20 ottobre nei giorni da lunedì a venerdì con orario 10-12.

All’inaugurazione della mostra il pubblico potrà apprezzare quadri, manufatti e le mini sculture in legno eseguite da nonno Graziano Vanotti, presentate da Marisa Gatti e ascoltare la nostra socia ed attrice Luisella basso Ricci che reciterà le poesie contenute nel libretto “Vita in famiglia” di Gabriella Lucia Lanceni.

Insomma, un’occasione da non perdere.

L’associazione Clementina Borghi segnala la mostra fotografica di Sandro Frecchiami

Alessandro Frecchiami ha sempre amato la fotografia.

Negli anni ’70 ha cominciato ad essere attratto dall’immagine in movimento ed ha contribuito alla formazione di gruppi di appassionati di fotografia che in quel periodo cominciavano a confrontarsi con il nascente impatto del digitale.

Sono anni di studio sull’immagine, sui colori e sulla percezione visiva con un’attenzione particolare alla teoria della Ghestalt.

Il risultato di questo faticoso ma produttivo lavoro e del suo approfondimento nel corso degli anni sarà in mostra  alla Sala Crociera del Centro civico culturale a partire dal prossimo 16 settembre (inaugurazione ore 17).

L’INVISIBILE NEL VISIBILE ” è il titolo di questa personale di Frecchiami che racchiude gran parte delle  immagini prodotte in questi ultimi anni di attività, un periodo in cui l’autore ha affinato la propria tecnica  ed ha approfondito la ricerca espressiva che lo ha portato verso lo studio  della  saturazione dei colori e verso “la percezione”, alla ricerca, cioé, del non visto quello che, appunto, sfugge al visivo quotidiano.

La fotocamera lentamente diventa, per lui l’attrezzo idoneo per generare immagini dove il reale viene interpretato per andare oltre, per andare verso nuovi visioni, di cui le più interessanti sono in questa mostra che è pure la dimostrazione che  per mezzo della tecnologia digitale la fotografia ha sempre meno confini e può sperimentare nuovi linguaggi per dare alla rappresentazione della realtà nuove  forme, nuovi colori, nuove composizioni.

Il corpo della mostra presenta circa 60 immagini e circa 80 diapositive che fanno capire come Alessandro Frecchiami sia un fotografo che non si ferma mai, che ha sempre voglia di sperimentare nuove tecnologie e nuovi percorsi dell’immagine visiva.

Gli scatti sono tutti in plein air, ma il risultato dell’immagine è ottenuto con l’uso della più raffinata tecnologia con effetti che ci richiamano alla mente i più grandi artisti dei secoli appena trascorsi, dai macchiaioli all’astrattismo, dall’esperienza dei Fauves al neoespressionismo passando attraverso l’arte povera, visto l’uso di sassi come sfondi, vetri di bottiglia come lenti, strumenti che distolgono dal credere che l’immagine fotografica rappresenti qualcosa di tangibile e di riscontrabile nella realtà.

Non vedremo, quindi,  paesaggi, volti, panorami in questa personale dell’artista trevigliese, ma la natura è tutta lì, nelle foglie rinsecchite, nelle gocce d’acqua, nella ruggine di una chiusa nei rami strascinati dal vento: una realtà che l’occhio nudo non fa vedere, che la fretta dei nostri giorni non fa più scorgere ma che l’obbiettivo può ancora cogliere e il fotografo può restituire in tutti i suoi particolari.

L’appuntamento è, quindi, alla

Sala Crociera del Centro civico culturale

dal 16 settembre al 1 ottobre 

Orari. lun-ven, 15-18 ; sab- dom 15,30- 18,30

 

 

 

Il XIX Tre Ville sull’Eco di Bergamo

Anche l’Eco di Bergamo ha parlato della cerimonia di premiazione della XIX edizione del premio letterario nazionale Tre Ville.

Ci ha fatto molto piacere vedere come la giornalista Anna Saurgnani abbia focalizzato l’attenzione sulla menzione speciale assegnata dalla giuria ad Angelo Lino Murtas  “per l’alto valore civico” della sua lirica che ricorda a tutti il sacrificio degli angeli della scorta dei magistrati Falcone, Morvillo e Borsellino.

Una commozione particolare, nell’ambito di una giornata di festa letteraria, per chi ha sacrificato la sua vita per compiere il proprio dovere venticinque anni fa.

 

 

 

Echi da una premiazione

Quando abbiamo pensato alla comunicazione del post-premiazione del XIX Tre Ville abbiamo subito convenuto che l’elemento primario da trasmettere era la gratitudine verso coloro i quali hanno contribuito all’ottima riuscita della cerimonia di chiusura dell’edizione 2017.

E così il primo grazie va ai quasi centotrenta partecipanti, provenienti da 15 regioni, che con la loro partecipazione ribadiscono ogni anno il valore di “premio nazionale” al nostro concorso.

Un sentitissimo grazie va, poi, a tutti coloro i quali supportano le nostre attività e ci consentono di dare una veste dignitosa alle nostre manifestazioni.

Grazie, quindi alla Banca di Credito Cooperativo di Treviglio, padrona di casa della premiazione, il cui Presidente Giovanni Grazioli, pur tra i pressanti impegni della sua carica, ha trovato il tempo di intervenire alla premiazione.

Grazie al Sindaco Juri Imeri e alle sue parole di apprezzamento nei confronti della nostra pluridecennale attività, parole che ci confortano sulla vicinanza della massima istituzione cittadina ai nostri programmi.

Grazie alla Pro Loco e al Club Soroptimist di Treviglio e bassa bergamasca per il loro supporto concreto. Grazie anche al Consiglio delle donne della città di Treviglio e all’associazione Atena che ci onorano del loro supporto e della loro continua collaborazione.

E come poter adeguatamente dire grazie al maestro Mombrini che ogni anno ci manifesta la sua vicinanza con i suoi impagabili contributi artistici?

Un ringraziamento particolare deve essere poi rivolto a tutte le componenti dell’ITC Tommaso Grossi punto di origine nei decenni della nostra associazione che, sotto la guida della preside Nicoletta Sudati, contribuisce al successo del concorso con la partecipazione di giovani e giovanissimi studenti che preparano elaborati appositamente dedicati al Tre Ville.

Inoltre, sotto la guida del prof. Guerra, la scuola offre alla cerimonia conclusiva del premio le esibizioni dei diversi gruppi dell’indirizzo musicale che danno solo una piccola prova della bravura di questi giovani musicisti, bravura comprovata dai numerosissimi premi conquistati in tutta Italia.

Un grazie poi va al liceo Oberdan – Weil di Treviglio che ha offerto alcune opere di suoi studenti alla manifestazione e con il quale l’associazione Borghi continua a collaborare in modo proficuo.

Chiudiamo questo lungo pezzo sperando di non aver dimenticato nessuno e se lo avessimo fatto, credeteci, non è per trascuratezza ma solo perché la stanchezza derivante dalla gestione di un concorso come il XIX Tre Ville avrà colpito ancora!

ARRIVEDERCI AL 2018 CON LA XX EDIZIONE DEL “CONCORSO LETTERARIO CHE TIENE ALTO IN ITALIA IL NOME DELLA CITTA’ DI TREVIGLIO”!

Seguiteci sui nostri media per altre notizie, foto e documenti sul XIX Tre Ville!

Galetti un portento è passato, sfrecciando, da Treviglio

Non è cosa di tutti i giorni poter vedere in un unico evento autori appassionati, un moderatore di indiscutibile abilità professionale che gestisce con sapienza e conoscenza della materia i tempi giusti dell’incontro e testimoni che, grazie al vincolo di parentela con il personaggio di cui si parla, portano ricordi e racconti emozionalmente coinvolgenti.

Eppure, è proprio quello di cui siamo stati testimoni nell’incontro di presentazione a Treviglio del libro “Galetti un portento”!

Utilizzando metafore teatrali possiamo dire che gli autori, Paolo Migliavacca, Lorenzo Papetti e Adelelmo Portioli, hanno dimostrato come con la passione, l’organizzazione, la perseveranza e tanta curiosità si possano superare difficoltà oggettive arrivando a produrre un’opera veramente notevole su un campione, Carlo Galetti appunto, che ha caratterizzato gli albori del ciclismo, tratteggiandone anche un accurato profilo umano e sociale.

Il regista, sempre per stare in metafora, il giornalista Sergio Meda, ha dato i tempi perfetti all’incontro attingendo alla sua indiscutibile abilità professionale, dispensando la sua profonda conoscenza del ciclismo e utilizzando la sua abilità nel dare i tempi giusti per tenere viva l’attenzione di una platea di giovani studenti.

Vivaci ed interessanti sono stati poi gli interventi “dell’attor giovane” Ezio Zanenga che ha grandemente contribuito alla riuscita dell’evento integrando, in modo mirabile, spruzzate di “trevigliesità” nel discorso generale delle vicende del ciclismo di inizio ‘900 e contestualizzando le vicende di Galetti nei luoghi della bassa bergamasca.

Ma “lo spettacolo” non sarebbe “andato in onda” senza la passione e l’entusiasmo di Graziella Borroni, nipote di Galetti, di Maurizio Amicabile e di Gabriella Bassi che sono stati ad un tempo motore e volano della organizzazione di questo interessantissimo evento.

A completamento del “copione” ha contribuito, poi, con i suoi ricordi personali degli incontri con il nonno, Marisa l’altra nipote del campione giunta appositamente a Treviglio da Barcellona per partecipare all’evento.

I ringraziamenti conclusivi vanno, infine, all’assessore ai servizi sociali del comune di Treviglio Pinuccia Zoccoli Prandina che ha portato il saluto della città sottolineando il valore di questi eventi che servono a “raccontare” ai giovani un “come eravamo” che non può essere ritrovato con un semplice “cerca” su internet e alla squisita sensibilità ed ospitalità della preside (lasciateci usare ancora questo titolo!) Lattuada che ha messo a disposizione dell’evento le splendide ed ospitali strutture del Liceo scientifico dello sport PFS Collegio degli angeli ricordano ai suoi allievi presenti come lo sport possa, quando seriamente praticato e seguito, dare importanti segnali di contesto per capire a pieno un periodo storico.

Un altro evento che l’Associazione culturale Clementina Borghi può annoverare con soddisfazione fra le cose ben riuscite della propria attività!

Celebriamo la 100ma edizione del Giro d’Italia “incontrando” Carlo Galetti

Il 5 maggio (data memorabile per tanti motivi!) parte la centesima edizione del Giro d’Italia.

Edizione storica di una manifestazione che con il suo bagaglio di imprese sportive, di racconti di fatiche e di sudore versato da migliaia di ciclisti ci ha fatto viaggiare anche attraverso l’evoluzione del costume e delle abitudini degli italiani.

Quale occasione migliore si può trovare a Treviglio, terra di ciclisti professionisti, dilettanti e amatori, per celebrare questo importante avvenimento se non PARTECIPARE ALL’EVENTO DI PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GALETTI UN PORTENTO” SCRITTO DA PAOLO MIGLIAVACCA, LORENZO PAPETTI E ADELELMO PORTIOLI?

Carlo Galetti è stato un campione eponimo degli albori del ciclismo degli inizi del secolo scorso ed ha ottenuto la gloria sportiva vincendo tre Giri d’Italia dal 1910 al 1912.

L’appuntamento è per il 19 maggio 2017 alle ore 11,00 presso l’ Auditorium del Liceo Scientifico dello sport PFS Collegio degli Angeli (viale Cesare Battisti 15 – Treviglio), SEGNATELO SULLA VOSTRA AGENDA CARTACEA O ELETTRONICA CHE SIA!

L’evento sarà condotto da Sergio Meda giornalista e scrittore con la collaborazione di Ezio Zanenga bibliofilo del ciclismo che dialogheranno con gli autori.

Vi aspettiamo.

L’associazione Clementina Borghi ricorda l’evento “Amoris Laetitia” dei Laboratori culturali terza età

L’associazione culturale Clementina Borghi nell’ambito dello SPAZIO DI COLLABORAZIONE con le altre associazioni sul territorio trevigliese ricorda l’evento di esposizione

dell’ ESORTAZIONE APOSTOLICA POSTSINODALE

AMORIS LAETITIA

DEL SANTO PADRE

FRANCESCO

che si terrà domenica 21 maggio alle ore 16 presso la chiesa di San Rocco in Treviglio.

L’evento prevede canti e musiche guidati dalla signora Teresa Sangaletti Como, letture tenute dalla signora Luisella Basso Ricci e esecuzioni all’organo del maestro Giuseppe Panseri.

Gli studenti dell’I.C.T. “Tommaso Grossi” di Treviglio esporranno manufatti inerenti al tema dell’evento.

Si è concluso il seminario di psicologia per studenti liceali

Dopo quattro intesi seminari che hanno visto una numerosa (più di ottanta allievi!) e partecipativa presenza di studenti del liceo Weil di Treviglio si è concluso il seminario di psicologia organizzato dall’associazione culturale Clementina Borghi e tenuto dal dottor Claudio Boienti, psicologo clinico dello studio Akoè di Lodi.

foto BoientiNel corso dei quattro incontri la preoccupazione principale del relatore è stata quella di illustrare ai giovani interlocutori le chiavi fondamentali di cui bisogna disporre per avvicinarsi ad un mondo, come quello della psiche umana, interessante, non facilmente etichettabile con definizioni chiare e precise e a volte anche angosciante per la vastità e la complessità degli aspetti che possono influire su ogni individuo.

Sono state così esposte le principali problematiche psicologiche con particolare attenzione a quelle di rilevanza per l’età adolescenziale, come gli sviluppi psicopatologici derivanti da maltrattamenti nell’età infantile e la dipendenza da nuove ed insidiose “droghe” che tendono a diffondersi tra i giovani. In parallelo il relatore ha posto un accento particolare agli ambiti operativi e ai diversi approcci formativi e inquadramenti teorico-clinici che devono fare parte del bagaglio culturale e formativo di un potenziale terapeuta clinico.

Tutta la trattazione dei seminari ha avuto, poi, un unico e preciso filo conduttore ribadito con frequenza dal dottor Boienti: per avvicinarsi a questo mondo e cercare di comprenderlo è assolutamente necessario disporre di genuina curiosità culturale, di empatia verso il prossimo che ti sta di fronte e ti chiede aiuto e/o comprensione e di capacità di cogliere anche i più impercettibili segnali provenienti da chi ci sta di fronte. E questo è assolutamente irrinunciabile sia che si agisca in veste di terapeuta che in veste di semplice ascoltatore dell’amico/a, del figlio/a, del partner …

logo Weil ridimensiona

Un sentito ringraziamento va all’intera struttura del Liceo Weil della nostra città per il supporto operativo e logistico ma un grazie particolare va alla professoressa Dolores Ceredi senza la cui attività verso i giovani allievi del liceo il seminario non avrebbe avuto la positiva riuscita che tutti abbiamo sperimentato.

Seminario di psicologia per studenti liceali

La cooperazione positivamente instauratasi da anni con il dottor Claudio Boienti, psicologo clinico dello studio Akoè di Lodi, è alla base del seminario di psicologia riservato agli studenti del Liceo Classico Linguistico Simone Weil di Treviglio.

Il seminario organizzato dall’Associazione culturale Clementina Borghi con l’irrinunciabile e fattiva collaborazione della Dirigente Scolastica Prof.ssa Maria Gloria Bertolini si articola su quattro incontri che si terranno presso gli auditorium del Liceo Simone Weil e dell’Istituto Oberdan, gentilmente concessi della stessa Dirigente Scolastica.

logo WeilIl dott. Boienti segue con molta dedizione le problematiche psicologiche di adolescenti e giovani e si dedica con passione alla divulgazione e alla formazione su questi temi.

Il seminario ha come obiettivo l’illustrazione dei temi fondamentali del mondo della psicologia, partendo dalla esposizione dei suoi ambiti operativi e dei suoi diversi approcci formativi indagando, poi, gli inquadramenti teorico-clinici dei principali disturbi psicopatologici.

Verranno, infine, trattate problematiche di interesse principalmente giovanile come gli sviluppi psicopatologici derivanti da maltrattamenti nell’età infantile e la dipendenza da nuove ed insidiose droghe tra le quali comincia ad essere necessario considerare anche le dipendenze da internet, dai social e dalle ludopatie.

A fine seminario i giovani partecipanti avranno quindi ricevuto informazioni utili su quella che potrebbe essere una scelta di studio prima e di sbocco professionale poi senza trascurare la descrizione del quadro dettagliato di problematiche psicologiche che a volte gli studenti stessi vivono sulla propria pelle o vedono agitarsi in amici e compagni di scuola.

Un’iniziativa, quindi, che unisce al taglio culturale anche una funzione di servizio ai giovani per aiutarli a comprendere meglio le problematiche attraverso le quali passano nel loro percorso di crescita.

Ennesima grande prova d’attrice di Luisella Basso Ricci

Gli ingredienti per una serata di teatro da ricordare c’erano tutti: la bella sala del TNT, un pubblico attento e appassionato che la riempiva, un testo “nuovo” per le scene italiane, la settimana di tensione prima del debutto che si trasforma in energia positiva … ed allora è bastato il tocco professionale e la passione d’attrice di Luisella Basso Ricci per amalgamare tutti questi ingredienti in un’ennesima grande prova d’attrice.

Il monologo è forma teatrale complessa che la Treccani definisce come “espediente tecnico per far penetrare gli spettatori nei meandri del pensiero dei personaggi” e Luisella Basso Ricci ci ha portato per mano proprio in quei meandri del pensiero di Carmen.

Un personaggio che presenta al pubblico il catalogo completo della casalinga piccolo borghese che vive nel riflesso idealizzato della famiglia paterna, che ama (o dice di luisella-5-ore-1-ridottaamare?) il marito (“un mingherlino affamato d’amore“) ma che torna spesso al rimpianto per le fugaci occasioni mancate in gioventù (Eliseo il corteggiatore di cui non si butta nulla” o Franco con la sua turbo rossa).

E poi, i rimproveri al defunto Mario che, per le sue posizioni ideologiche da “duro e puro” tenute nel suo poco pagato lavoro di professore, non le ha mai comprato “l’ombelico“, la 600, l’auto cult del tempo posseduta da tutte le amiche di Carmen nè le ha permesso di possedere un “bel servizio di posate“.

Il rimpianto delle occasioni mancate a livello personale si sposta, in un crescendo emozionale rossiniano, prima sull’aspetto sociale del rapporto coniugale (Mario che non accetta di fare un lavoro in nero per migliorare le condizioni economiche della famiglia; il dileggio delle sue attivita intellettuali) per delinearsi, poi, sullo sfondo di più ampio respiro nel quale vengono screditati i movimenti conciliari del Vaticano II, la scuola per i poveri (“che se studiano poi diventano architetti, avvocati professori e vi rubano i posti di lavoro“) e tutto quanto abbia sapore di “noiosi” cambiamenti.

Giunti, però, al vertice della parabola dei rimpianti il finale ritorna prepotentemente ad emozioni più personali e coinvolgenti: via gli ideali, via le passioni sociali.

Quello che viene a galla in maniera più intensa (specie se posto in confronto con la “giravolta della prima notte di nozze” di Mario) è il ricordo, più volte abbozzato nel corso del monologo ed ora raccontato con passione a stento repressa, del passaggio che Carmen accetta sulla “turbo rossa” di Franco e del convegno passionale nella pineta.basso-ricci-5-ore-con-mario-21-10-16-ridotta

Ed proprio nel finale del monologo nel quale Carmen lancia a Mario la passionale e drammatica richiesta finale di perdono che si riassume tutto il registro delle interpretazioni teatrali di Luisella che è riuscita ad esprimere pienamente tutte le variegate sfumature di un personaggio complesso e sfaccettato posto di fronte non tanto al compianto marito quanto al riassunto della sua vita.

Un vero e sentito grazie a Luisella e a tutti coloro che hanno collaborato per fornirci una bella occasione di teatro.